Il padre di Britney Spears pronto a rinunciare alla tutela

 Britney Spears è più vicina alla libertà: il padre Jamie, che da 13 anni esercita un ferreo controllo sui suoi beni finanziari, ha accettato di rinunciare al suo ruolo di tutore. “E’ una importante vittoria e un passo avanti verso la giustizia”, ha esultato il nuovo legale della popstar, Mathew Rosengart, anche se Jamie non ha indicato la data in cui Britney potrà riprendere il controllo della sua vita: “Risolte alcune faccende il signor Spears sarà nelle condizioni di farsi da parte”, si legge nei documenti presentati in tribunale: “Ma non ci sono circostanze urgenti che giustifichino una sua immediata sospensione”.

Britney è sotto tutela legale dal 2008: quell’anno, dopo un paio di clamorosi e pubblici crolli mentali, il padre ottenne dalla Corte di sottoporla alla “custodianship”, un istituto legale applicato usualmente a persone molto anziane o gravemente malate.

La famiglia ha sempre sostenuto che la tutela legale ha salvato la vita e le finanze della popstar. Di diverso parere i fan che notano come, neanche sei mesi dopo la decisione del tribunale, la cantante è stata psicologicamente e fisicamente in grado di riprendere la sua carriera musicale, incidendo album, facendo concerti in tutti gli Stati Uniti e guadagnando milioni di dollari chiusi prontamente da Jamie in cassaforte con la scusa che altrimenti la figlia li avrebbe sperperati. Nell’ultimo anno tuttavia, vuoi per la claustrofobia da Covid, vuoi per l’approssimarsi del 40esimo compleanno, l’ex bambina prodigio della Disney è diventata sempre più insofferente al giogo paterno. L’ultimo colpo di scena non significa tuttavia che il movimento #FreeBritney possa definitivamente cantare vittoria: “Non ci sono ragioni per sospendere o rimuovere Jamie Spears ed è discutibile che farlo sarebbe nel miglior interesse di Britney”, ha detto alla Corte l’avvocatessa del padre Vivian Thoreen.

 

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