Gli 80 anni del Manifesto di Ventotene che sognava un’Europa unita. L’omaggio di Mattarella ad Altiero Spinelli

 Un rimprovero e un appello. E’ chiaro e importante il messaggio all’Europa del presidente Sergio Mattarella oggi in visita a Ventotene in occasione dell’anniversario del Manifesto europeista di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi: “In questi giorni una cosa appare sconcertante e si registra nelle dichiarazioni di alcuni politici europei. Esprimono grande solidarietà agli afgani che perdono libertà e diritti, ma poi dicono: ‘che restino li, non vengano qui perché non li accoglieremmo’. Questo non è all’altezza dei valori dell’Unione europea”. Subito dopo il Capo dello Stato ha rivolto un invito all’Europa perché parli con “una voce unica” nella gestione del fenomeno migratorio. Solo così si può avviare un “dialogo costruttivo con altre parti del mondo, particolarmente con l’Africa” ed evitare di venire travolti da “un fenomeno ingovernabile e incontrollabile”. Mattarella ha poi sollecitato l’Europa a “dotarsi di strumenti di politica estera e di difesa comune”, che era poi il grande auspicio del Manifesto di Ventotene. 

Ottant’anni fa Altiero Spinelli e i suoi compagni realizzarono il Manifesto federalista per un’Europa libera e unita mentre erano confinati sull’isola di Ventotene. Settant’anni fa, sei paesi hanno firmato il Trattato di Parigi che istituisce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio, il primo passo concreto verso l’unità europea. Oggi l’Europa si trova ad affrontare un’epidemia che ha richiesto un coordinamento politico sopranazionale e un superamento dei nazionalismi e contemporaneamente è nel bel mezzo della crisi afgana.

Prima di aprire il seminario, Mattarella ha voluto rendere omaggio alla memoria di Spinelli, recandosi al cimitero di Ventotene e deponendo una corona di fiori sulla tomba del grande antifascista. Per celebrare il compleanno del Manifesto europeista, l’Istituto di studi federalisti Altiero Spinelli, costituito nel 1987 a poco più di un anno  dalla morte di Altiero Spinelli per concorrere alla formazione federalista dei giovani europei, ha organizzato un seminario di più giorni (si è aperto oggi, 29 agosto, e si chiuderà venerdì 3 settembre) coinvolgendo gli studenti per ridiscutere il valore di un progetto lungimirante che ha anticipato l’Europa del futuro e che ancora oggi, come ha sottolineato Mattarella, non è stato realizzato a pieno.

Nel 1941, l’anno in cui Spinelli e Ernesto Rossi completarono nell’isola di Ventotene, dove erano confinati per antifascismo, il “Manifesto”, l’Europa continentale era soggiogata dal nazismo. Nonostante la drammaticità del momento storico l’invito ai cittadini europei era comunque a “prepararsi per il nuovo mondo che sta venendo, che sarà tutto diverso da quello che abbiamo immaginato”.  Il Manifesto fu portato nel continente da Ursula Hirschmann e Ada Rossi, inizialmente ciclostilato e poi nel 1943 stampato e ristampato a Roma nel 1944 da Eugenio Colorni, arricchito di un suo contributo,  in un quaderno dal titolo “Problemi della Federazione europea”.

Ora la libreria dell’isola Ultima Spiaggia, che è diventata anche una casa editrice specializzata in pubblicazioni che raccontano Ventotene, ha pensato di riproporre il Manifesto in tre edizioni: italiano-inglese (con prefazione di Josep Borrell i Fontelles, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza), italiano-francese (con presentazione di Enrico Letta) e italiano-araba (con uno scritto di Emma Bonino). Sul sito www.istitutospinelli.it è possibile consultare la traduzione del Manifesto di Ventotene in tutte le lingue dell’Unione ma per il libraio editore Fabio Masi ristampare oggi il Manifesto proprio a Ventotene ha un significato speciale: è un tributo importante alla storia dell’isola e “un lavoro che guarda alla sua diffusione tra i giovani”.

Viaggio nell’Europa dell’indipendenza


L’idea, spiega Masi, è andare avanti con le versioni in più lingue. “Ci piacerebbe aggiungere ogni anno una lingua, pensavamo di tradurlo il prossimo anno in cinese e poi in giapponese”. Masi ha anche pensato con la sua libreria editrice a un dizionario illustrato per ragazzi L’Abc dell’Europa di Ventotene “per far conoscere quel progetto alle giovani generazioni, quelle chiamate a raccogliere il testimone”. Il dizionario illustrato spiega l’Europa attraverso le 21 lettere dell’alfabeto, a cominciare dalla A di Antifascista.

Il curatore dell’intero progetto Ultima Spiaggia e della collana Granelli di Sabbia è Nicola Vallinoto, attivista del movimento federalista europeo, che inevitabilmente quando lo contattiamo pensa all’Europa con un occhio all’attualità: “L’unico modo per risolvere grandi crisi internazionali è avere una politica estera unica. Reagendo al Covid l’Europa ha avuto uno scatto di reni, speriamo che con l’Afghanistan faccia  altrettanto”.  

L’attualità del Manifesto è indubbia, così come i problemi che ciclicamente fanno parlare di un progetto incompiuto che non è riuscito a realizzarsi fino in fondo, trasformando l’unione economica in una vera cooperazione politica. Una cosa è certa: a Ventotene la memoria del Manifesto non è un feticcio ma un momento di studio e di progettualità politica. Mario Leone, quarantanovenne direttore dell’Istituto Spinelli, la giovinezza trascorsa nel movimento federalista europeo dove è entrato all’età di 19 anni,  spiega così le due anime del seminario: “Accanto all’approfondimento politico-culturale c’è la militanza che conta sul coinvolgimento di uomini delle istituzioni e della politica, tra cui oggi Josep Borrell”. In breve, con un aggettivo, che non suona retorico, Leone parla della portata “rivoluzionaria” del Manifesto: “Fu rivoluzionario allora superare le barriere dei nazionalismi, le stesse che avevano portato alla guerra. E fu rivoluzionario applicare la concezione federalista non solo all’Europa ma al mondo intero”.

 

 

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