Scala: Scappucci dirige Capuleti e Montecchi, ed è primato – Musica

“Siamo abituati allo slalom”: il sovrintendente della Scala Dominique Meyer lo dice con il sorriso alla conferenza stampa di presentazione di I Capuleti e i Montecchi, opera di Vincenzo Bellini, che debutterà il 18 gennaio. Un debutto messo a rischio dal forfait di Evelino Pidò, direttore che il giorno prima dell’inizio delle prove con l’orchestra si è scoperto positivo al Covid anche se asintomatico. E’ stato quindi necessario trovare di corsa un sostituto, cosa non facile visto che serviva qualcuno che conoscesse l’opera che viene eseguita raramente (a Milano manca dal 1989, quando a dirigerla fu Riccardo Muti). E così è arrivata di corsa all’epifania Speranza Scappucci che in questo modo diventa la prima italiana a dirigere un’opera alla Scala, terza in assoluto dopo Claire Gibault, che nel 1995 diresse La station thermale di Fabio Vacchi e Susanna Mälkki salita sul podio per il debutto di Quartett di Luca Francesconi nel 2011. Ma in quel caso si trattava di opere contemporanee, in questo caso invece del repertorio del belcanto. Lei, sorridente, dice di sentire “la responsabilità” ma chiaramente l’impresa non l’ha spaventata. “Sono salita su un cavallo in piena corsa con un pizzico di follia che forse serve in queste cose” spiega in conferenza stampa dopo aver ringraziato Pidò e tutto il teatro per averla fatta “sentire a casa”. D’altronde il suo curriculum è lungo: laureata alla Julliard e all”accademia di Santa Cecilia è stata capo dei pianisti alla Staatsoper di Vienna, dove preparava i cantanti e dal 2017 è direttore ospite principale della Opéra Royale de la Wallonie a Liegi e ha diretto in grandi teatri, dal Met di New York, all’Opéra di Parigi. Il 27 gennaio avrebbe dovuto dirigere il concerto inaugurale del Mozarteum, il festival Mozartiano di Salisburgo cancellato ieri a causa della pandemia. “E’ coraggiosa” sintetizza Meyer che ha riconosciuto l’impegno del regista (Alfred Noble, ex direttore della Royal Shakespeare Company al suo debutto milanese), di tutti i lavoratori del teatro “che fanno i salti mortali tutti i giorni” e del cast che include star come Lisette Oropesa (Giulietta) e Michele Pertusi (Lorenzo), Marianne Crebassa (Romeo) e vede il debutto scaligero del cinese Jinxu Xiahou (Tebaldo), anche lui chiamato all’ultimo dopo il forfait di René Barbera. Tutti disponibili a cambi di prove, programmazioni saltate per arrivare ad andare in scena. Scappucci aveva diretto I Capuleti e i Montecchi nel 2013 alla Yale Opera. “Fare un titolo così importante è difficile per un direttore o una direttrice d’orchestra: la musica di Bellini è così ricca di melodie e trasformare questa semplicità in profondità musicale è complesso” racconta. Bellini “è un profeta”, le fa eco Noble che “guarda avanti, ai risultati sorprendenti della seconda metà dell’Ottocento”, mettendo insieme vicenda privata e pubblica e in questo anticipando le opere shakespeariane di Verdi. L’opera è ambientata nel Ventesimo secolo “epoca di terribili conflitti nella società, fascisti contro comunisti, cattolici contro protestanti” esattamente come Capuleti contro Montecchi “ma abbiamo rispettato l’umanità dell’opera, e la musica di Bellini” conclude.

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