La Bei contro la tassonomia Ue: “Non finanzieremo progetti per nucleare e gas”

La Banca europea di investimento (Bei), la banca Ue con sede a Lussemburgo, ha criticato indirettamente le regole di sostenibilità finanziarie della Commissione europea affermando che non finanzierà progetti verdi relativi a nucleare e gas. In altri termini non metterà l’etichetta di finanziamenti “verdi “a progetti relativi a potenziare l’uso di energia per il settore nucleare o del gas. In sostanza il suo presidente, Werner Hoyer, ha criticato senza citarla direttamente, la nuova proposta di tassonomia Ue che potrebbe prevedere l’uso di energia da gas e nucleare nella transizione verde, dichiarando che non saranno finanziati.

Si tratta di un gesto clamoroso e che non accade spesso tra istituzioni europee, una mossa che riaccende la polemica che vede schierati su due fronti la Francia di Emmanuel Macron, favorevole all’uso del nucleare e presidente a rotazione della Ue, e la Germania, presidente del G7, che invece si oppone a questa scelta anche a causa della presenza dei Verdi nella coalizione di governo guidata dal cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz.

I risultati globali della Bei

Per il secondo anno consecutivo, il gruppo Bei ha dedicato la maggior parte delle sue risorse alla lotta contro la crisi Covid-19, mantenendo, e addirittura aumentando, i finanziamenti per i progetti verdi. Il Gruppo Bei ha lavorato con i suoi partner in Europa e nel mondo per raggiungere un volume complessivo di finanziamenti di 95 miliardi di euro, con un aumento del 23% rispetto al 2020 (77 miliardi di euro). La Banca europea per gli investimenti ha finanziato progetti per più di 65 miliardi di euro in prestiti, mentre il Fondo europeo per gli investimenti ha fornito oltre 30 miliardi di euro in garanzie e partecipazioni. È dunque evidente che la Bei pesa molto sullo sviluppo della finanza sostenibile.

I finanziamenti hanno raggiunto il livello più alto nei 63 anni di storia della Bei grazie al Fondo europeo di garanzia (Feg), istituito alla fine del 2020 dal gruppo Bei e da 22 Stati membri. Da dicembre 2020, il Gruppo Bei ha approvato 23,2 miliardi di euro di finanziamenti nell’ambito del Feg, ovvero 401 singole operazioni in tutti i 22 Paesi partecipanti. Si stima che queste operazioni attiveranno investimenti per 174,4 miliardi di euro.
 

Allo stesso tempo, la Bei ha aumentato la quota di investimenti destinati a progetti che contribuiscano all’azione per il clima e alla sostenibilità ambientale, che rappresentano il 43% degli investimenti nel 2021 (40% nel 2020), nonostante la crisi del Covid-19, avvicinando la Bei al suo obiettivo del 50%.

Al di fuori dell’Unione europea, il gruppo Bei ha erogato finanziamenti pari a 8,1 miliardi di euro nel 2021. La banca dell’Ue opera in oltre 160 Paesi del mondo ed è un partner essenziale del Team Europe, contribuendo anche all’iniziativa COVAX per fornire vaccini ai Paesi in via di sviluppo. In linea con la riforma complessiva della presenza e delle iniziative dell’Ue nel mondo, la Bei ha deciso di riorganizzare le proprie attività al di fuori dell’Unione e di istituire un ramo operativo dedicato ai partenariati internazionali e al finanziamento dello sviluppo, denominato “EIB Global”. Esso riunirà tutte le risorse e le competenze della Bei al di fuori dell’Ue in un’unica struttura, in grado di dare un contributo deciso e mirato ai progetti e alle iniziative di Team Europe.

La Bei in Italia

La vice-presidente della Bei, Gelsomina Vigliotti, parlando alla conferenza stampa annuale del Gruppo Bei a Milano, ha dichiarato: “Nel 2021, il Gruppo Bei ha confermato e rafforzato il sostegno all’economia italiana, collaborando con un’ampia rete d’intermediari finanziari e sviluppando prodotti innovativi per rispondere sempre meglio alle esigenze del settore produttivo e finanziario. Grazie all’effetto leva dell’azione del Gruppo Bei, i 13,5 miliardi di nuova finanza dedicati all’Italia nel 2021 attiveranno investimenti per oltre 76 miliardi, l’equivalente del 4,3% del Pil Italiano: una cifra record per promuovere una solida ripresa economica in Italia e in Europa. Con un totale di 122 operazioni sostenute durante il secondo anno di pandemia, abbiamo supportato sia il settore pubblico che quello privato, promuovendo in particolare lo sviluppo economico delle pmi italiane per salvaguardare e creare nuovi posti di lavoro e fornendo una spinta all’innovazione e alla digitalizzazione, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e del Pnrr italiano. La Bei pone crescente attenzione al clima e alla sostenibilità ambientale: nel 2021, il 30% delle risorse per l’Italia sono state dedicate alla lotta contro il cambiamento climatico”.

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